La grotta di Zadlaz - Dante

La grotta di Zadlaz - Dante, Le gole di Tolmin

La grotta di Zadlaz, che prende il nome dal villaggio di Zadlaz, è una delle molte grotte nelle quali si sono versate le acque del ghiacciaio isontino.

La grotta si sviluppa in 1140 m di lunghezza e 41 m di profondità, con tre ampie sale.

Si narra che, all’inizio del XIV secolo, il patriarca Pagano della Torre ospitò il poeta Dante Alighieri a Tolmin. In quell’occasione visitò anche le grotte, dalle quali trasse ispirazione per la stesura dell’Inferno della Divina Commedia. Le grotte presero indi il nome dal poeta.

I soci dell’associazione turistica Krpelj hanno esplorato e mappato la grotta per primi nel 1922 permettendone la successiva visita – posizionato gradini e funi scorrimano. Nel 1977 la sezione speleologica dell’associazione alpina di Tolmin ne ha concluso l’esplorazione e mappatura.

Si trovano nella grotta due specie di gamberetto cavernicolo (Anophtalmus ravasnii sontiacus; Muller 1935 e Anophtalmus Tolminensis; Muller 1922, Pretnar 1970), mentre vi trascorre l’inverno anche il pippistrello rinolofo minore (Rhindolophus hipposideros).

La grotta di Zadlaz appartiene alla categoria delle grotte turistiche impegnative, motivo per il quale la visita deve essere sempre accompagnata da una guida speleologa e fatta con equippaggiamento adeguato.